stanze

Daniele Martino

prova a svegliarti

pensa:
«russo così forte che mi sveglio io da solo
con questo mio barrire disperato,
un avvertimento di non morire ancora:
mi sento soffocare strangolato dalle braccia
dannate di passati mostri
calamari e calamai e cala-mai,
anime in pena mie che danno pena a me;
ostaggio di ossessioni e possessioni,
passioni in avaria, malato di passato»

dice
«ho sognato la mamma bugiarda spaccacuori,
e la ragazza che i nazisti li uccideva
con il suo profumo nei capelli»

un giorno nuovo è splendido,
non spreco più presente

chiudo gli occhi
e affondo il mio respiro
nel suo profumo dei capelli, lei,
fatina, la possente, nei sogni dei bambini