stanze

Daniele Martino

touch of evil

ieri sera ho capito perché mi sei piaciuta:
quegli occhi tragici di lascivia disseccata
di una maga in precoce disarmo
che sa di tarocchi e di destino…
«il tuo futuro è già tutto consumato»
(infatti sono morto anch’io, come Quinlan, di lí a poco…)

sciatta di una grazia erotica annoiata
fumando in una stanza desolata
«siamo già chiusi» hai detto
e sei venuta a dirmi «sei un gran casino, caro»
con un affetto degradato
su cui galleggio fradicio di male, dopo
amando in questa vita postuma la donna che mi storpiderà dal buio
mentre tu accenderai da sola un’altra sigaretta
giocandoti le carte in altri solitari