Leggere Sebald è perdersi in un continuo centrifugo e centrifugante divagare di scoperte, catene di circostanze, personaggi memorabili, con il costante tornare a bomba a documentate immani atrocità. Ho appena chiuso il capitolo che da Casement va alla Polonia sotto il giogo russo, a Conrad, a Waterloo (ma come fa?!) e alla dannazione immane del Congo massacrato al delirio dalla monarchia belga, fino di nuovo alla alla Rivolta di Pasqua irlandese del 1916, a Casement impiccato a Londra e infamato per la sua omosessualità. Devo chiudere il libro un momento, mi gira la testa per quel vortice colossale di crudeltà. Devo scrivere questo, ascoltare la quiete della mia stanza. Sedare Sebald, la sua scrittura elegante devastante. Difendermi dal gorgo delle verità.

