stanze

Daniele Martino

il filo sbagliato

“Che quindi soprattuto i tessitori, e quanti ai tessitori si possono per certi aspetti paragonare, ovvero gli studiosi e chi in generale è dedito alla scrittura, tendano alla malinconia e alle turbe che ne derivano è senz’altro comprensibile, dato il genere di lavoro che costringe a sedere in
una postura sempre curva, a un’
attenzione costantemente tesa all’obiettivo. Non è facile immaginare, credo, in quali vicoli ciechi e in quali abissi può spingerci quell’eterno rimuginio che nemmeno la sera, al termine del lavoro, va cessando; quella sensazione, che si insinua sin dentro i sogni, di aver raccolto il filo sbagliato”.
W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno