Io e te a cena. Tu che mi chiami. Tu che te ne vai. Tu che piangi per il tuo maestro che rischia di morire e mi sbottoni rallentando la camicia sul petto. Tu che non vuoi far l’amore. Io che ti semino dentro tre volte il piacere lentamente tre volte mentre mi guardi negli occhi. Tu che te ne vai. Tu che fotografi il vestito rosso per me. Tu che hai quasi un collasso seduta sola al caffé a mangiare la panna. Io che non sono mai felice. Io stronzo io crudele. Tu che te ne vai. Tu che te ne vai. Tu che te ne vai. Io senza sonno all’alba. Io che piango solo in una casa vuota per illudermi migliore. Io che non riesco a andarmene da me
© Daniele Martino 2012 – proprietà letteraria riservata
