stanze

Daniele Martino

«Lasciar circolare il desiderio»

«Sì. L’innamorato si sente dominato, imprigionato, sequestrato dall’oggetto amato. Ma, in realtà colui che ama esercita anche lui un potere tirannico su colui che è amato. Non è divertente essere amato da qualcuno che è innamorato… Suppongo che non sia divertente.

Dunque niente amore senza scontro, senza rapporto di forze, lotte, vittorie, sconfitte?
L’innamorato lotta per non essere assoggettato. Ma fallisce. Constata con umiliazione, e talvolta con delizia, di essere interamente assoggettato all’immagine dell’amata. E d’altra parte, nei momenti buoni, soffre molto per non assoggettare l’altro; cerca di non farlo.

È quello che lei chiama il “non voler sequestrare”. È la soluzione?
Sì. La soluzione ideale è di porsi in uno stato di non voler sequestrare. È una nozione ripresa dai filosofi orientali. “Non sequestrare” l’oggetto amato, e lasciar circolare il desiderio. Nello stesso tempo non “sublimare”: dominare il desiderio per non dominare l’altro.

È quindi, se non un programma, almeno una proposta?
Sì è una proposta. Forse un’utopia…

Verso un nuovo mondo amoroso…
Sì, è così.

L’innamorato pensa in termini di coppia?
Penso che la coppia sia sempre all’orizzonte. La scelta del libro era quella di un soggetto innamorato che non è amato. Ma certo pensa continuamente a esserlo, quindi a formare una coppia. Direi anzi che ha solo questo desiderio.

Philippe Roger intervista Roland Barthes (“Playboy”, settembre 1977)

Roland Barthes intervistato da Bernard Pivot