stanze

Daniele Martino

Sulcis in fundo

apri la porta, ti fermi e guardi
avvolta in una tunica non parli:
una sacerdotessa punica;
io ho qualche sorriso che mi salvaguardi 
se, d’annunziamente, sotto il mirto
vorrei baciarti al profumo del lentischio
ma poi mi sveglio un poco smorto
dal sogno di stanotte ad alto rischio
ero convinto fossi vera
che fossi proprio in carne e non astrale

Sulcis in fundo
parli parli parli
e non oso contraddirti
non s’entra nel tuo mundo:
ce l’hai con tutti i maschi e li punisci
li deridi sarcastica, non ti smentisci:
«Esci da questa impalcatura
in cui ti bei di una bravura!
sei in mezzo alla Natura
e non trascendi! abbarbicato
a questo te in ostaggio alla paura!
Entra nell’illuminazione
rinuncia ad ogni precauzione:
allora sarai oltre
allora potrai dire!»

al mare a Scivu mi offri il tuo picnic
carote crude sedano melone
ed acqua fresca
potrei trasfigurarmi in Shiva
sperando che sotto l’ombrellone
al tramonto o nella sera
inaspettatamente la tua Shakti faccia clic

© Daniele Martino 2023 | proprietà letteraria riservata