nel teatrino è sceso il gran fondale
non c’è più spazio per il nostro gioco
sono arrivati un vecchio leader
e i suoi fanatici seguaci
sono convinti, avidi di azione
come se qualcosa si potesse
trasformare ancora secondo un interesse
così mi aspetti sotto la tua tenda
antro di sopravvivenza escluso al resto:
entro; sei seduta a terra
le gambe aperte al grembo
la camicia aperta sulla pelle chiara;
le ginocchia ferme, i piedi nudi
lentamente carponi mi avvicino
il tuo petto luccica nel buio
lentamente ti sfioro con le labbra
deliro per i brividi, stai ferma;
scendo dentro il seno
sfioro con i denti i due capezzoli
e il ventre (sono un caimano sacro
ora, immobile di devozione
non ti divoro per una adorazione)
e infine apro con la lingua le tue labbra
per infinito tempo compio il rito
altro non ho che attenda al mondo
© Daniele Martino 2023 | proprietà letteraria riservata
