nel dormiveglia cerco il punto al centro
di uno spazio svuotato da ogni ingombro
una specie di intuizione calma e accorta
una perlustrazione per non sbagliare il colpo
faccio il censimento dei dolori:
la scapola sinistra, il coccige
l’anca sinistra, un metacarpo, dita al piede destro
il gomito del braccio destro
l’apnea che soffoca più volte
e quanto pulsa la pressione nell’orecchio
e il sapore sciamanico del tabacco nella bocca
l’oro nel calderone è sciolto
tengo il ciotolino con le pinze tra le fiamme
la mongolfiera si gonfia nelle briglie dei cordami
infine, posso alzarmi in certo senso calmo
pronto a camminare dentro al freddo
a lavorare un altro giorno ancora
tutto accettando e niente più patendo
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