stanze

Daniele Martino

so sorry!

Le storie che raccontano nei film e nelle tv series
sono tremende, drammatiche, strazianti
come se la natura umana fosse intrisa
solo di tragedie, rabbia, fallimenti…
ogni tanto l’abbraccio di una relazione
(moglie, marito, figli, amici)
concede ai personaggi qualche pausa
la contemplazione della vita come istante di natura.

Le notizie dal mondo non sono incoraggianti
perché qualcosa che non sia dolore non pare interessante.
Io mantengo una certa indignazione
se libertà e giustizia vengono violate
ma cerco di non indispettirmi troppo con chi incontro:
porto pazienza, disinnesco incomprensioni
se vogliono da me qualcosa che non ho…
che senso ha crear da noi sgradevoli momenti
proprio mentre i guai ci stan lasciando in pace?

La notte, disteso sopra il letto
guardo la notte sopra il tetto
chiudo gli occhi e i morti mi vengono a trovare…
da loro, ad uno ad uno, sento rimproveri per me:
“perché quel giorno mi facesti quello?”
ed io mi scuso con un rammarico profondo…
hanno ragione, potevo certo far di meglio:
provare a sopportare? sforzarmi di non fare?
so sorry!

Non avendo possibile una soluzione
lascio che il sonno sopraggiunga 
scomponendo la catena dei pensieri…
cerco di ingannare i sogni
spingendoli un po’ da un’altra parte…

E a volte, finalmente, non c’è niente proprio più:
una sorta di dolcezza…
d’oblio, diciamo…
che chiamerei riposo da un po’ tutto
dall’agitarsi inutile di tutti.
Al risveglio, per un minuto o due,
sono così limpido, felice!

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