«Non si desiderava tanto essere amati quanto essere capiti»

WINSTON: Look, I hate purity. Hate goodness. I don’t want virtue to exist anywhere. I want everyone corrupt.
JULIA: Well, I ought to suit you, then. I’m corrupt to the core.
WINSTON: Do you like doing this? I don’t mean just me…
JULIA: I adore it.

Michael Radford, Orwell 1984 (1984), da 1984 di George Orwell

Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’e­nergia continuamente, senza interruzione. Tutto questo mar­ciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che di­venta acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?

…

Forse non si desiderava tanto essere amati quanto essere capiti.

…

Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all’odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico.

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