Adorabile a volte a volte stronzo
per molti anni ho tentato di esser uomo:
se passionale, non ero equilibrato
se equilibrato, non ero passionale.
Ho preso la mia Via
ho rinunciato a quasi tutto
e infine sono diventato un gatto bianco
inavvertitamente c’è stato lo spillover.
Pacato mangio quando ho fame
e dormo quando ho un po’ di sonno.
Faccio le fusa alle carezze
e mostro devozione a chi mi tiene.
La castrazione chimica è arrivata
quando – orfano di tutto come tutti –
il desiderio mi ha lasciato in pace
il desiderio- dice l’Intelligenza Artificiale –
che è «ricerca appassionata o attesa di possesso
del conseguimento di quanto è ritenuto confacente
alle esigenze proprie o ai propri gusti».
Gatto bianco – alpino – vado in bianco
deludo chi appassiono
e mi delude non appassionarmi.
Gli occhi rossi vedono a infrarossi
la verità degli altri e i loro affanni.
Sono un compassionevole felino
contemplo ore ed ore il nulla
osservo la natura senza filtri
sono a disposizione per le conversazioni
ed anche per l’intimità senza tensioni
nudo o ricoperto di pelo vellutato
miagolo spaurito nei trasferimenti
ma mi riprendo presto
so adattarmi
a questa agitazione che zampilla
che pullula cercando la adesione
la costanza la frequenza l’insaziabile domanda.
Non miagolo di notte se son sveglio.
L’alba ritorna ogni mattina.
La luce tornerà dopo ogni sera.
© Daniele Martino 2025 | proprietà letteraria riservata
